RIASSUNTO

In questa prima parte vi raccontiamo la nostra visita al museo paleontologico di Roncà (Vr) che contiene importanti reperti, risalenti a 40 milioni di anni fa. L’intero tour è durato circa un’ora tra la visione di un video che racconta la storia del museo e la storia geologica del luogo, più la successiva visita delle sale.

Sin da quando siamo bambini esiste un periodo della vita sulla Terra che affascina tutti: la preistoria, quel periodo in cui non abbiamo testimonianze dirette di quel che accadde. Il più delle volte, quando siamo fortunati, abbiamo fossili o resti di scheletri di animali o – quando si tratta di periodi relativamente più vicini a noi – di scheletri di ominidi.

Per fare questo tuffo in un passato così lontano e misterioso esistono i musei paleontologici, vere e proprie “macchine del tempo” che ci permettono di scoprire quel periodo lontano, quando il pianeta Terra era così diverso da come lo conosciamo oggi sia dal punto di vista della diversità della flora e della fauna sia dal punto di vista geografico.

Domenica 5 giugno 2022, grazie a una visita organizzata dalla Confraternita del Pamojo (un piatto povero tipico della tradizione della Val d’Alpone), abbiamo visitato sia il museo paleontologico di Roncà sia il museo dei fossili di Bolca, entrambi in provincia di Verona.

Quello di Roncà è un piccolo ma prezioso museo composto da tre sale nelle quali si viene catapultati immediatamente indietro a 40 milioni di anni fa, quando queste zone (come del resto buona parte dell’Italia) erano immerse sotto l’acqua in un Oceano tropicale chiamato Tetide, che si estendeva dall’America al nord Africa fin verso l’Indonesia. Erano acque calde e poco profonde, nelle quali vivevano coccodrilli, Prototherium (un antico antenato del duodongo) e altre specie marine.

Le sale del museo si sviluppano tra conchiglie, ammoniti e una testa di coccodrillo, trovata durante uno scavo in queste zone. Dopo aver visto tutte queste cose la guida ci porta dentro una sala nella quale è riprodotto un Prothoterium in quello che era il suo ambiente naturale: acque calde, chiare e poco profonde. La grande teca con la riproduzione dell’animale preistorico si trova sulla sinistra, mentre di fronte a noi è posto lo scheletro dello stesso animale.

In quell’epoca lontana i monti che oggi si vedono dal museo, tranquilli e verdeggianti, erano in realtà dei vulcani attivi ed è grazie quella loro attività se oggi possiamo avere a disposizione questi reperti straordinari.

Per i fossili sembra che la storia sia diversa. Per scoprirlo come si sono formati e per ammirarli siamo successivamente andati a visitare il museo dei fossili di Bolca, famoso per il suoi pregiati ritrovamenti che non hanno eguali al mondo.

Se siete curiosi e volete saperne di più, non vi resta che attendere il prossimo articolo.

– FINE PRIMA PARTE –

Testo e foto di: Michele Tonin per progetto I.L.I.E.

Per le foto ringraziamo la guida (di cui non ricordiamo il nome) che ci ha permesso di pubblicarle.

I siti web dei musei citati:

Museo Paleontologico di Roncà (Vr)

https://www.museopaleontologicodironca.it/

Museo dei fossili di Bolca (Vr)

https://www.museofossilibolca.eu/