La terza tappa di questo nostro viaggio è Pitigliano, che come recita il nostro programma è chiamata “la piccola Gerusalemme”. Il tempo meteorologico non è dalla nostra parte. Infatti, lasciata Castiglione della Pescaia sotto un cielo plumbeo, ci dirigiamo verso questa cittadina di origine medievale, sorta sui resti di un insediamento etrusco.

Pitigliano è un centro abitato costruito sul tufo. Il pullman si ferma poco distante dalla cittadina per permetterci di ammirare la veduta d’insieme dell’intero abitato. Ci è permesso di scendere per poter fare un paio di foto. Giusto il tempo di scattare alcune fotografie e di risalire che inizia – purtroppo – a piovere. Il paese è pieno di scale, realizzate in pietra e sassi, che con la pioggia diventano pericolose, a causa della possibilità di scivolare e di farsi male. Proprio a causa del maltempo non riusciamo ad apprezzare pienamente le bellezze del luogo.

“A questo punto del nostro racconto occorre rispondere ad una domanda che sicuramente vi sarete posti: perché Pitigliano è chiamata “la piccola Gerusalemme”? Perché sin dal XV° secolo è presente una piccola comunità ebraica, la quale, nel corso dei secoli, si è andata sfoltendosi. A Pitigliano sono riuscite a convivere insieme e in pace sia la comunità cattolica sia la comunità ebraica, superando persino i tempi più duri e bui della nostra storia.”

Per la pioggia persistente a malincuore rinunciamo a visitare il quartiere ebraico, che pare sia bello e interessante. Con anticipo di circa mezz’ora, ci rifugiamo all’interno del ristorante dove è previsto il pranzo.
Terminato il pranzo, il tempo ci concede una breve tregua. Ne approfittiamo per dare uno sguardo al luogo che ci ospita, ma poi la pioggia riprende e siamo costretti a prendere l’unica decisione possibile: salire in pullman e lasciare Pitigliano, una cittadina che merita una visita (e un tempo) migliore.

Michele TONIN per progetto I.L.I.E.