Cari amici,
ha senso oggi, dopo ben 58 anni, parlare ancora di Vajont? Ha senso ricordare quella strage che provocò più di 2.200 morti?

Sì, ha senso. Perché serve a ricordare a tutti noi quanto quella verità ci sia stata negata, facendola sparire sotto quel fango maledetto per molti anni e ciò, in questo Paese, dovremmo ricordarcelo per lottare, affinché altre realtà negate riemergano dalla polvere. Ma ricordare ha senso anche per farci riflettere su quanto sia importante rispettare la natura in generale.

Dopo il Vajont si sono ripetuti disastri o inondazioni che non solo hanno cambiato il volto di interi luoghi, ma hanno provocato delle vittime innocenti. Tutti quei disastri hanno una comune matrice: la voglia di guadagnare dell’essere umano calpestando la natura, sulla pelle della gente.

Per questo motivo abbiamo pensato di ripubblicare gli articoli sul Vajont già apparsi su questo sito nel 2013 nel corso del 50° anniversario della strage e negli anni successivi.

Purtroppo con il restyling del sito (avvenuto lo scorso marzo) abbiamo dovuto ricaricare tutti i vecchi articoli, ma per quelli dedicati al Vajont abbiamo preferito accantonarli temporaneamente, perché in questo periodo di pandemia ci sembrava non opportuno aggiungere dolore ad altro dolore.

Poi abbiamo capito che ci sono tematiche che nonostante tutto non devono essere lasciate nell’oblio, perché anche in un momento così difficile dobbiamo ricordare, per evitare che qualcuno se ne approfitti o che se ne perda di nuovo la memoria.

Perciò ritroverete tutti gli articoli con tutte le illustrazioni e le foto, ma con una nuova (e migliore) impaginazione. All’inizio di ogni articolo troverete il mese e l’anno di pubblicazione originale. Prima di iniziare a riproporvi i vecchi articoli ve ne proporremo uno che avevamo scritto nel 2018, per un opuscolo di presentazione di una rappresentazione teatrale del famoso monologo di Marco Paloini, riproposto da due giovani e bravi attori veronesi: Enrico Frigo e Francesco Corcioni. Cogliamo l’occasione per ringraziare Davide della Croce e Mad Site Srls, per averci dato la possibilità di scrivere quell’articolo.

Crediamo che riproporre qui tutti quegli scritti sia il miglior modo per ricordare il Vajont e per non dimenticarlo, anche perché per noi fu un lavoro lungo e appassionato che ci è rimasto nel cuore.

Buona lettura!

Testo e immagine grafica di: Michele Tonin per progetto I.L.I.E.